Proserpina
(La memoria è un tranello)
Velme e barene
Sono le 6 e mezza del mattino, è ancora buio e sto guidando su una stradina circondata dall’acqua della laguna di Venezia. Velme e barene. Velme e barene, che belle parole. Con me ci sono Saba Poori, ballerina iraniana dissidente, e il suo compagno. Viaggiamo fino al punto che ho scelto di Lio Piccolo per ultimare le riprese che serviranno per Proserpina (La memoria è un tranello).
Fa freddo, freddissimo. Il sole che sorge illumina ma non scalda. Saba balla scalza sull’erba e sulla rugiada, sulla ghiaia. Danza senza pensare al gelo, al vento che sale dalle secche. I colori del cielo sembrano rispecchiarsi su di lei come sulla laguna. Qui e là devo curarle i piedi dalle ferite. Lei continua.
Proserpina è il mio nuovo spettacolo. Saba e io proveremo a raccontare il mito di Proserpina ma saranno altre le storie che distoglieranno il nostro sguardo e i nostri pensieri. Le storie di ieri, delle donne nella Shoah. Le storie di oggi, delle donne in Iran.
L’Iran sta esplodendo
Prepariamo queste scene da mesi, e ora che sono pronte l’Iran sta esplodendo. Speriamo sia la volta buona. Saba prova a contattare amici e parenti, è preoccupata ma affronta tutto con uno sguardo che forse noi europei abbiamo perso. Ha lo sguardo di chi sa cos’è la polvere. Per questo Saba era perfetta per la “mia” Proserpina.
Proserpina è giovane, ed è figlia di Cerere e di Giove. Proserpina è un simbolo. Proserpina è una ragazza libera, piena di sogni, rapita e poi ingannata da Plutone e portata nel regno degli inferi. Riscattata a duro prezzo: Proserpina, la giovinetta “dalle belle caviglie” può tornare sulla terra solo per alcuni mesi ogni anno, e in quei mesi la natura rifiorisce e dà frutti.
Quando Proserpina torna negli inferi, la natura si spegne, è l’inverno, è il silenzio. Tutto intorno a lei sembra regnare il passato, ma Proserpina guarda avanti, è proiettata nel futuro, è giovane ma ogni tanto scompare. Trafitta dal male, non si è arresa.
Corpo e parola, parola e corpo
Lo spettacolo è il tentativo continuo di raccontare la storia di Proserpina attraverso la parola e il corpo, forse senza riuscirci mai, forse riuscendoci qui e là. Sono infatti troppe le storie che s’intrecciano e somigliano a quel mito: la Shoah e l’Iran, e poi le ragazze vittime del genocidio in Rwanda, e più indietro nella storia quelle del genocidio in Armenia. Tutte diverse e uniche, tutte terribilmente simili. Senza dimenticare le streghe. O meglio: le ragazze accusate di esserlo cinquecento anni fa.
La felicità, la leggerezza, la discesa agli inferi, il male, il ritorno, il tempo che poi viaggia in modo diverso. Fino alla storia della stessa Saba Poori, che abbandona per un attimo le storie delle altre ragazze per raccontare la propria, dalle speranze al buio, dal male al viaggio, al ritorno alla vita.
Mettere insieme una ballerina iraniana e un ebraista, già questo mi incuriosiva. Una ragazza e un uomo adulto, due tempi e due identità che provano a dialogare, due storie diverse che s’intrecciano divertendosi nel gioco degli scambi. Provando a capirsi a vicenda.
Due voci che s’intrecciano
Insieme, le nostre due voci si uniscono per raccontare a tutti le ragazze vittime di ieri e di oggi: riusciamo ad ascoltare il loro grido? Tecnica mista su palco teatrale, lo spettacolo si chiede continuamente se la memoria stessa non sia un tranello. E cosa significhi mettere in relazione qualcosa che ha molta Memoria con qualcosa che ancora Memoria non ha.
Nulla fiorisce se non ha prima imparato a scomparire…
È un dialogo tra le parole e il corpo di Saba Poori. Insieme, le nostre due voci s’intrecciano per accompagnare Proserpina in una nuova primavera. Perché nulla fiorisce se non ha prima imparato a scomparire.
© Roberto Andreon - 2026
Dove andrà in scena?
21 gennaio alle 20e30, al Teatro Centro Lucia di Botticino, vicino a Brescia. Informazioni qui. Il 22 gennaio ci sarà il matinée per le scuole.
24 gennaio alle 20e30, a Trento nell’Auditorium della Cooperazione Trentina, nel festival Living Memory. Informazioni qui. Nella stessa giornata ci sarà il matinée per le scuole.
27 gennaio alle 20e30, a Piacenza al Teatro dei Filodrammatici, organizzato da Teatro Gioco Vita per il Comune di Piacenza. Informazioni qui e biglietti online su Vivaticket. Il mattino seguente ci saranno due repliche per le scuole nella rassegna teatro scuola “Salt’in banco”, e un’ulteriore replica il 9 febbraio per un totale di quattro volte.
3 febbraio alle 18, a Cuneo al Cinema Monviso per scrittorincittà con il Comune di Cuneo. Informazioni qui. Posti prenotatili online su Eventbrite. Il mattino seguente ci sarà il matinée per le scuole.
Sono tutte sale teatrali dove mi sento a casa, dove ritrovo amiche e amici, dove torno volentieri, sempre.







